Academic literature on the topic 'Camera del lavoro di Crotone'

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Journal articles on the topic "Camera del lavoro di Crotone"

1

Iannone, Roberta. "Oltre la crisi? Condizioni e prospettive del lavoro a Roma." RIVISTA TRIMESTRALE DI SCIENZA DELL'AMMINISTRAZIONE, no. 2 (June 2011): 5–129. http://dx.doi.org/10.3280/sa2011-002001.

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Abstract:
Lo studio analizza, dal punto di vista sociologico e nell'esame delle dinamiche dello sviluppo, le modalitŕ con cui il territorio romano si organizza rispetto ai criteri di competitivitŕ, inclusione e crescita. Si considerano in particolare come riferimenti guida quelli ritenuti determinanti per lo sviluppo sostenibile in una societŕ postmoderna: capacitŕ di agire, opportunitŕ, servizi e strumenti, diritti, competenze. L'analisi considera anche il confronto tra Roma e altre aree metropolitane italiane ed europee e valuta politiche, strumenti, servizi e condizioni dell'economia e della societŕ romana rispetto al tema guida della competitivitŕ dei sistemi locali attraverso i dati della Camera di Commercio, delle organizzazioni di impresa, della banca dati Excelsior, dei Fondi interprofessionali e dei dati sul lavoro e sulla formazione istituzionali.
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2

De Bortoli, Katya. "I paradossi del mismatch. Un'indagine qualitativa su alcune piccole e medie imprese trevigiane e bellunesi." ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE, no. 1 (June 2020): 119–46. http://dx.doi.org/10.3280/es2020-001008.

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Abstract:
Lo sviluppo di un accordo di collaborazione fra la Camera di Commercio Treviso e Belluno - Dolomiti e gli Atenei di Ca' Foscari e Padova per la promozione di tirocini di neolaureati nelle piccole e medie imprese del territorio ha incontrato la problematica del mismatch fra domanda e offerta di lavoro. Come possono coesistere il fenomeno della fuga di cervelli all'estero e la difficoltà, rappresentata dalle imprese, nel reperimento di profili di alto livello? Questa situazione che appare paradossale ha importanti conseguenze non solo per i giovani laureati e le loro famiglie ma anche per le imprese, costrette a ridimensionare i programmi di sviluppo. Con una ricerca di tipo qualitativo, mediante somministrazione di interviste semi-strutturate ai responsabili risorse umane di Pmi di Treviso e Belluno, ci si è proposti di far emergere i nodi del problema e i suoi effetti, cercando anche di capire quali servizi e attività vengano ritenuti utili per favorire il processo di incrocio fra domanda e offerta di lavoro.
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3

Ricolfi, Luca. "IL VOTO PROPORZIONALE E IL NUOVO SPAZIO POLITICO ITALIANO." Italian Political Science Review/Rivista Italiana di Scienza Politica 24, no. 3 (December 1994): 587–629. http://dx.doi.org/10.1017/s0048840200023236.

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Abstract:
IntroduzioneQuesto saggio si occupa esclusivamente del voto di lista (ai singoli partiti), espresso mediante la «scheda proporzionale» della Camera alle elezioni politiche del 27 e 28 marzo 1994. Il suo scopo è essenzialmente di ritracciare la mappa politica dell'Italia, sia in termini territoriali sia in termini di geometria dello spazio elettorale. Quest'ultimo aspetto verrà affrontato, in questo lavoro, esclusivamente sotto il profilo macro, considerando come unità di analisi i collegi o le circoscrizioni enongli individui.
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4

Dai Prà, Mirko. "Uno studio di caso di paziente con Disabilità Intellettiva e disturbo Bipolare in contesto residenziale: comportamenti aggressivi, furto, Qualità della Vita e terapia farmacologica. Un intervento Comportamentale e Cognitivo." RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA, no. 2 (September 2020): 115–40. http://dx.doi.org/10.3280/rsf2020-002007.

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Abstract:
Il presente lavoro si pone lo scopo di descrivere un intervento diretto ad un paziente con disabilità cognitiva e disturbo Bipolare e la valutazione degli esiti rispetto a: comportamenti di aggressività e furto, terapie farmacologiche assunte e Qualità della Vita. Metodo: È stato utilizzato un intervento integrato con tecniche di tipo Comportamentale e Cognitivo condotto dall'équipe riabilitativa a seguito di valutazione funzionale del caso con modello Comportamentale ABC (Antecedenti Behavior Conseguenze) con un paziente di 41 anni con disabilità cognitiva di tipo moderato e disturbo Bipolare. L'intervento è stato progettato con modelli di condizionamento operante e l'équipe riabilitativa è stata istruita. Al primo intervento è seguito un secondo additivo di token economy volto a rinforzare i comportamenti acquisiti. In fine è stato eseguito un intervento di tipo Cognitivo seguendo i principi della psicoeducazione ed è stato adattato alle capacità di comprensione dell'utente. Gli outcome sono stati il tipo e la quantità di farmaci assunti, il numero di comportamenti aggressivi e di comportamenti di furto, i risultati relativi alla Qualità della Vita percepita. È stato condotto uno studio di caso. Risultati: Sono diminuiti comportamenti di Aggressività e furto, diminuita l'assunzione di Benzodiazepine e di Antipsicotici, diminuita la somministrazione di terapie meccaniche restrittive quali terapia al bisogno Intra Muscolo e isolamento in camera, migliorata la Qualità della Vita nei domini Ruolo e salute Fisica, Salute in Generale, Vitalità, Attività Sociali Ruolo e Stato emotivo. Conclusioni: L'intervento si è dimostrato efficace a livello di decremento di comportamenti problema, diminuzione dei farmaci assunti e di Qualità della Vita percepita. Il lavoro offre spunti di riflessione relativi ai fattori del gruppo di lavoro e dei singoli che possono favorire l'intervento.
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5

Sobel, Russell S., and Robert A. Lawson. "Intrastate Differences in Representative and Senator Behavior: The Relative Impact of District Elections, Ideology, and Shirking*." Journal of Public Finance and Public Choice 13, no. 1 (April 1, 1995): 3–17. http://dx.doi.org/10.1332/251569298x15668907540011.

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Abstract:
Abstract Varie sono le teorie utilizzabili per spiegare le differenze comportamentali tra deputati e senatori rappresentanti di uno stesso stato. Le elezioni distrettuali possono portare ad una divergenza nelle preferenze degli elettori decisivi nelle elezioni del Senato e della Camera dei rappresentanti. Anche differenze ideologiche o differenze nel peso che il legislatore attribuisce ai propri interessi personali possono determinare comportamenti diversi.Questo lavoro svolge un’analisi empirica che utilizza i dati relativi ai prowedimenti di spesa presentati al 103° Congresso al fine di verificare la rilevanza esplicativa di queste teorie. Esso giunge alia conclusione che lo shirking legislativo ha un ruolo predominante nella spiegazione delle differenze nei prowedimenti di spesa avanzati, le elezioni distrettuali, nei prowedimenti di entrate, mentre le differenze ideologiche non risultano significative.
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6

Punzo, Maurizio. "Il “salotto” di Anna Kuliscioff e Critica Sociale." Forum Italicum: A Journal of Italian Studies 54, no. 1 (March 30, 2020): 312–30. http://dx.doi.org/10.1177/0014585820912905.

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Abstract:
Studio o salotto che fosse, la stanza come “luogo” nel quale si manifestavano, oltre agli affetti famigliari di Filippo e Anna, l’elaborazione e il dialogo politici della coppia più celebrata del socialismo italiano, Turati e Kuliscioff, merita l’attenzione di storici e critici letterari. Vi passò fior fiore di personaggi che fecero la storia della politica e della cultura di quei decenni, in particolare nell’ambito laico socialista, contribuendo alla formazione di un buon numero di futuri combattenti contro il fascismo. Ricco di citazioni di testimoni di quei decenni, il saggio fornisce al lettore il sapore dell’ambiente colto e progressista, nel quale prendevano forma opzioni culturali e politiche che avrebbero trovato, nel primo dopoguerra, modo di crescere e affermarsi. Sotto questo profilo, di grande efficacia l’incrociarsi, nel salotto di casa Turati in portici Galleria a Milano, di generazioni e correnti di socialismo di ogni tipo, nello spirito di libertà e aperto confronto che lo contraddistingueva. Il “salotto” di Anna Kuliscioff era in realtà più uno studio che un salotto. Il 1° gennaio 1899 la stessa Kuliscioff, libera dopo quattro mesi di detenzione, datava la sua prima lettera da Milano a Turati, ancora detenuto a Pallanza, “da casa del tuo-nostro studio” (Turati e Kuliscioff, 1977: vol. I, 239) ed anche Turati si riferiva a quella stanza soprattutto come al loro studio: “la luce della Camera – scriveva per esempio il 30 novembre 1903 – fa rimpiangere le belle lampade del nostro studio e del nostro tinello” (Turati e Kuliscioff, 1977: vol. II, t. I, 130). In diverse occasioni però definiva “salotto”, senza alcuna ironia, quello stesso ambiente: “Il Bollettino e le inchieste dell’Ufficio del Lavoro sono tutte in salotto, nella libreria che è accanto alla porta della tua camera da letto dal lato della finestra”, il 14 giugno 1910 (Turati e Kuliscioff, 1977: vol. III, t. I, 242–243).
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7

Manfrè, L., T. Angileri, R. Martino, S. Pappalardo, and C. Sarno. "Ruolo della RM nella diagnosi dell'otite maligna." Rivista di Neuroradiologia 10, no. 2_suppl (October 1997): 190. http://dx.doi.org/10.1177/19714009970100s283.

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Abstract:
L'otite maligna (MOE) costituisce una malattia rara, frequente in soggetti anziani immunocompromessi o diabetici. Malattia letale se non trattata, necessita dell'intervento combinato di chirurgia, camera iperbarica e farmacoterapia. Scopo del lavoro è stato valutare il ruolo della RM nella diagnosi di malattia. 5 pazienti affetti da MOE successivamente comprovata alla biopsia sono stati sottoposti a esame TC ed RM. In 2 pazienti (2/5, 40%) non erano presenti deficit dei nervi cranici, mentre 2/5 (60%) presentavano una paralisi del VII, IX, X ed XI nervo cranico. L'esame RM è stato effettuato mediante apparecchiatura operante a medio campo e bobina in quadratura, con sequenze in tecnica Spin-Echo, prima e dopo somministrazione di mezzo di contrasto, e AngioRM in tecnica TOF. Il canale acustico interno era coinvolto in tutti i pazienti (5/5, 100%); l'osteolisi era apprezzabile in 4/5 pazienti (80%). Il coinvolgimento dell'orecchio medio era evidente in 3/5 (60%) mentre solo 2/5 (40%) presentavano una infiltrazione dei muscoli pterigoidei ed un inglobamento della carotide. 3 pazienti dimostravano una diffusione intraarticolare temporomandibolare; 1 paziente presentava infiltrazione diploica del basicranio in assenza di osteolisi apprezzabile in TC. L'indagine TC è limitata da una ridotta apprezzabilità delle parti molli infracraniche, dagli artefatti provenienti dalla piramide, da una scarsa dimostrazione di infiltrazione del basicranio in assenza di evidente osteolisi. Al contrario la RM permette una valutazione della diffusione inframastoidea, intraarticolare, intradiploica della malattia e consente di dimostrare la compromissione vascolare carotidea mediante AngioRM. La MOE entra in diagnosi differenziale con il carcinoma, descritto in letteratura isointenso tessuto cerebrale in ponderazione T1- e T2 dipendente, a differenza dell'ipointensità apprezzata carico del tessuto flogistico nei pazienti da noi studiati.
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8

Girard, Pascal. "Il sindacato unitario. La Camera del lavoro di Milano nel periodo dell'unità sindacale (1945–1948), by Jorge Torre Santos, Milan, Angelo Guerini e Associati, 2005, 360 pp., €30.00 (paperback), ISBN 88-8335-699-3." Modern Italy 14, no. 2 (May 2009): 254–56. http://dx.doi.org/10.1080/13532940902811923.

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9

Butera, Federico, and Fernando Alberti. "Il governo delle reti inter-organizzative per la competitivitŕ." STUDI ORGANIZZATIVI, no. 1 (December 2012): 77–111. http://dx.doi.org/10.3280/so2012-001004.

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Abstract:
I policy maker sono costantemente alla ricerca delle forme e degli strumenti per contribuire ad aumentare la prosperitŕ economica e sociale del proprio territorio. Gli studi a livello internazionale ci dicono che la prosperitŕ di un territorio č direttamente riconducibile alla sua competitivitŕ, e quindi in primis al livello di produttivitŕ e innovazione del sistema delle imprese. Come verrŕ ampiamente illustrato in questo articolo, le reti inter-organizzative - nella varietŕ di forme che l'evidenza empirica ci suggerisce - attraverso una flessibilitŕ senza precedenti, una piů veloce circolazione delle informazioni, la condivisione di visioni, saperi e conoscenza, l'efficiente e rapido scambio di risorse e competenze per competere, assicurano al tempo stesso specializzazione, efficienza e alti livelli di produttivitŕ. La configurazione e la natura di tali reti č in via di continua ridefinizione ed espansione e l'uso del termine rete č spesso generico o inappropriato. Anche i confini delle reti vanno continuamente ridefiniti, in un continuum che va dalle imprese tradizionali che esternalizzano e delocalizzano parte della loro produzione fino al puro networking di varia natura. Noi ci concentreremo solo su quelle reti interorganizzative che rappresentano forme nuove di impresa, di quasi impresa, di sistemi di imprese che consentono una gestione competitiva e innovativa della catena del valore e dei processi fondamentali, conseguendo risultati economici e sociali, in una parola prosperitŕ. Ci occuperemo in particolare del fenomeno piů nuovo che caratterizza l'Italian way of doing industry, ossia lo sviluppo e i successi delle medie imprese, nodi di reti inter-organizzative che coinvolgono non solo imprese piccole, ma anche imprese grandi, in una proiezione spesso globale. Su queste nuove forme di reti inter-organizzative, si apre uno spazio di intervento straordinario per i policy maker in azioni di attivazione, incentivazione e supporto, capaci di condurre a superiori livelli di competitivitŕ le imprese componenti le reti, le reti stesse e i territori da cui esse muovono, ovvero capaci di favorire una maggiore prosperitŕ. Tali spazi di governo delle reti inter-organizzative possono avere natura infrastrutturale (trasporti, edilizia, tecnologie, credito, servizi, ecc.), relazionale (governo della catena del valore, dei processi, dei flussi, delle architetture d'impresa, dei sistemi informativi e di comunicazione, dei sistemi professionali ecc.) e cognitiva (capitale umano, capitale intellettuale, sistema di valori e norme, ecc.). Tutte e tre queste dimensioni sono importantissime e vanno gestite congiuntamente in nuove forme di management assicurate dalle imprese "pivotali" e nell'ambito di quello che nell'articolo č definito come meta-management, ovvero quelle posizioni di attori pubblici e privati - spesso in raccordo fra loro - che assicurano supporto e guida strategica alle reti. Nuovi modelli di management e di meta-management implicano una conoscenza profonda della rete e, di conseguenza, una visione d'insieme attuale e futura sicura e convincente e una capacitŕ di execution che sappia consolidare o riorientare la rete; valorizzare le risorse, materiali e personali, lě racchiuse e soprattutto perseguire obiettivi e misurare risultati. Meta-management non significa favorire il mero networking tra imprese, ma attivarsi come agenzie strategiche e provvedimenti concreti capaci di disegnare politiche di accompagnamento e sostegno alla creazione e alla valorizzazione di robusti network tra imprese e tra imprese e istituzioni, che trascendano le consuete filiere e agglomerazioni locali. Una economia e una societŕ fatta di reti inter-organizzative non č uguale a quella fatta prevalentemente di singole imprese "castello". Sulle reti di impresa e sull'impresa rete incombono alcune rilevanti questioni a cui il nostro lavoro tenta di dare alcune risposte Vediamole qui di seguito. 1. Diagnosi. L'organizzazione a rete č oggi scarsamente riconoscibile. Come diagnosticarla, come identificarne le caratteristiche strutturali e comprenderne i problemi critici? 2. Sviluppo e progettazione. L'organizzazione a rete si puň supportare con adeguati servizi, sviluppare intenzionalmente o addirittura progettare, come qui si sostiene? E se sě, in che modo? I metodi da adoperare per gestire questo sviluppo sono certo diversi da quelli adottati da strutture accentrate, sono meno top-down e meno razionalistici: ma quali possono essere? 3. Stabilitŕ e mutamento. Ogni nodo o soggetto della rete fa parte di reti diverse, in alcuni casi abbandona in rapida successione le une per legarsi ad altre. Come combinare l'estrema mutevolezza di queste multiple appartenenze con l'esigenza di stabilitŕ e crescita di ogni singolo nodo, come far sě che l'intera rete si comporti come un "attore collettivo" capace di un governo? 4. Risultati. Se e come definire obiettivi o ri-articolarli velocemente nel tempo? Come valutare i risultati delle diverse dimensioni economiche e sociali? 5. Decisioni e misura. L'organizzazione a rete - come e piů dell'impresa tradizionale - cambia per repentine innovazioni, per adattamento, per micro-decisioni, per miglioramento continuo, č il risultato di scelte su cosa fare dentro e cosa comprare, su quali funzioni accentrare e quali decentrare, su quando acquisire o vendere unitŕ aziendali e su quando fare accordi, dove allocare geograficamente le attivitŕ. Vi sono criteri e metodi da adottare, per operare in questi contesti di agilitŕ, velocitŕ e rapiditŕ di processi decisionali? 6. Sistemi. Quali tecniche o sistemi operativi adatti all'impresa rete dovranno essere sviluppati? Quali sistemi di pianificazione e controllo di gestione dell'impresa rete, if any? Č possibile stabilire standard di qualitŕ per la rete? Come sviluppare dimensioni quali linguaggi, culture, politiche di marchio e di visibilitŕ, come potenziare le comunitŕ, come promuovere formazione e apprendimenti? 7. Strutture. Le reti di impresa includono una grande varietŕ di forme, come vedremo. La rete di imprese puň includere una parte di gerarchia: quali modelli di organigrammi sono compatibili? Quali sistemi informativi, di telecomunicazioni, di social network sono adatti per la rete di imprese? Quali sistemi logistici? Quali regole e contratti formali? Quali flussi finanziari? Le risorse umane si possono gestire e sviluppare lungo la rete? E in che modo? E che dire dei sistemi di controllo della qualitŕ? 8. Nascita e morte. La rete di imprese e soprattutto i suoi "nodi" hanno un tasso di natalitŕ/ mortalitŕ piů elevato dell'impresa tradizionale. Gestire la nascita e la morte delle imprese diventerŕ ancora piů importante che gestire le imprese. Chi lo farŕ e come? 9. Vincoli e opportunitŕ. La legislazione, le relazioni industriali, la cultura manageriale sono oggi vincoli e opportunitŕ allo sviluppo di forme di rete di imprese. La globalizzazione dell'economia, lo sviluppo dei servizi, le nuove tecnologie, la cultura dei giovani, invece, sembrano operare piů come fattori facilitanti quando addirittura non cogenti. Come gestire (e non subire) vincoli e opportunitŕ? Cosa puň fare l'impresa, e cosa possono fare le istituzioni pubbliche? Vi sono nuovi programmi e regole nazionali e regionali per la costituzione delle reti di impresa: quale č la loro efficacia e impatto? In tale quadro, un'Agenzia Strategica (una grande impresa, una media impresa, un ente governativo, una Camera di commercio, un'associazione imprenditoriale, un istituto di credito) puň esercitare un ruolo centrale nella promozione e governo delle reti inter-organizzative per la competitivitŕ dei territori, mettendo a fuoco i propri interventi di policy avendo come oggetto prioritario queste nuove forme di impresa, quasi-impresa, sistemi di impresa usando diverse leve: - innanzitutto, fornendo o favorendo l'accesso a risorse chiave, come credito, finanziamenti, sgravi fiscali, servizi per l'internazionalizzazione, conoscenze, marketing ecc.; - agendo da fluidificatore delle reti tra imprese, che sappia rimuovere ostacoli nelle strutture relazionali e irrobustire nodi, processi, strutture di governance laddove necessario; inserendosi direttamente nelle strutture relazionali come ponte per connettere nodi disconnessi; - esercitando a pieno il ruolo di meta-manager di reti inter-organizzative ossia imprimendo al sistema un indirizzo strategico di fondo, governando i processi "politici" interni alla rete ossia la distribuzione di potere e risorse e creando le condizioni culturali, strategiche organizzative e tecnologiche; - facendo leva sull'essere un policy maker cross-settoriale e multi-territoriale. Le reti di impresa hanno successo se si integrano entro "piattaforme industriali" (ad es. IT, Green economy, portualitŕ e logistica), entro cluster territoriali (es. distretti, economie regionali, etc.), sistemi eterogenei interistituzionali (che includono imprese pubbliche, amministrazioni, istituzioni e associazioni). La nostra tesi č che azioni di governo della rete attraverso nuove forme di management e di meta-management sono tanto piů efficaci quanto piů contribuiscono a supportare e strutturare reti organizzative robuste o che tendono a diventare tali, ossia imprese reti e reti di impresa governate; sono tanto meno efficaci o quanto meno misurabili quanto piů supportano solo processi di networking poco definiti destinati a rimanere tali. Nei termini di Axelsson, policy e management hanno effetto su reti che esprimono a) modelli di relazione fra diverse organizzazioni per raggiungere fini comuni. Hanno un effetto minore o nullo quando le reti di cui si parla sono solo b) "connessioni lasche fra organizzazioni legate da relazioni sociali" o c) un insieme di due o piů relazioni di scambio.
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Books on the topic "Camera del lavoro di Crotone"

1

Palmieri, Christian. Cent'anni di Camera del lavoro a Crotone: Itinerari storici del movimento sindacale crotonese : da Enrico Mastracchi ai giorni nostri (1914-2014). Roma: Ediesse, 2014.

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2

Botta, Roberto. Le origini della camera del lavoro di Alessandria. Alessandria: Edizioni dell'Orso, 1985.

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3

Giulianelli, Roberto, and Massimo Papini. La Camera del lavoro di Jesi nel Novecento. Ancona: Il lavoro editoriale, 2003.

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4

Natoli, Claudio, and Giannarita Mele. Storia della Camera del lavoro di Cagliari nel Novecento. Roma: Carocci, 2007.

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5

Pupillo, Giuseppe. Per una storia della Camera del lavoro vicentina. Sommacampagna (Verona): Cierre, 2007.

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6

Pupillo, Giuseppe. Per una storia della Camera del lavoro vicentina. Sommacampagna (Verona): Cierre, 2007.

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7

Pupillo, Giuseppe. Per una storia della Camera del lavoro vicentina. Sommacampagna (Verona): Cierre, 2007.

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8

Dinucci, Gigliola. La Camera del lavoro di Pisa: 1896-1980, storia di un caso. Pisa: ETS, 2006.

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9

Soldatini, Simonetta. Gli archivi della Camera del lavoro di Grosseto nella Biblioteca di Follonica. Siena: Cantagalli, 2002.

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10

Neglie, Pietro. Le stagioni del sindacato: Storia della Camera del lavoro di Ancona (1944-1978). Soveria Mannelli (Catanzaro): Rubbettino, 2000.

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