Academic literature on the topic 'M-STO/09 Paleografia'

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Dissertations / Theses on the topic "M-STO/09 Paleografia"

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Manservigi, Flavia <1986&gt. "Analisi paleografica delle carte private bolognesi del XII secolo (1100 - 1164)." Doctoral thesis, Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, 2014. http://amsdottorato.unibo.it/6375/1/Analisi_paleografica_delle_carte_private_bolognesi_del_XII_secolo_%281100_-_1164%29.pdf.

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Abstract:
Il presente progetto è incentrato sull’analisi paleografica della scrittura delle carte dei notai bolognesi del secolo XII (dal 1100 al 1164) ed è stata condotta su un totale di circa 730 documenti, quasi totalmente inediti. La ricerca rientra nell’ambito del progetto di edizione critica delle Carte bolognesi del secolo XII, in corso presso la Cattedra di Paleografia e Diplomatica dell’Università di Bologna. Il lavoro ha previsto un’analisi tecnica e puntuale delle abitudini grafiche di ogni notaio, con particolare attenzione al sistema abbreviativo (al fine di fornire una serie di dati di confronto che potranno essere utili al momento dell’edizione). È stata così realizzata una sorta di database delle diverse grafie esistenti sul territorio, organizzate per notaio e in ordine cronologico. Le caratteristiche della documentazione sono state poi prese in esame sul piano sincronico e nel loro sviluppo diacronico, e si è proceduto a un confronto tra la produzione dei diversi notai, verificando la presenza di nessi e parentele “grafiche”, che hanno permesso di ricostruire raggruppamenti di scriventi con caratteristiche affini.L’analisi dei dati ha permesso di indagare a fondo gli sviluppi della minuscola carolina bolognese e di osservare l’organizzazione e le modalità di apprendimento della pratica notarile. È stato così possibile cogliere le dinamiche con cui la carolina, introdotta da alcuni notai “innovatori”, come Angelo e Bonando, si è diffusa dalla città al contado: si è trattato di un processo graduale, in cui accanto a forme già mature, di transizione verso la gotica, sono convissute forme ancora arcaiche. In linea con quanto la storiografia ha evidenziato, anche l’analisi grafica della documentazione privata bolognese conferma che il processo di rinnovamento della corporazione dovette essere successivo all’impresa irneriana, traendo probabilmente alimento anche dai rapporti diretti e documentati tra Irnerio e alcune personalità più avanzate del notariato bolognese.
The aim of this study is the palaeographical analysis of the Bolognese notary’s writing system in the 12th century (from 1100 to 1164); the research has been based on 730 unpublished documents.This work is related to the critical edition project about the Carte bolognesi del secolo XII, in progress at the University of Bologna (sector of Palaeography and Diplomatics).The documents have been studied from a technical point of view, in order to analyze the graphic customs of each notary, with particular attention to the abbreviation system (so to provide an amount of data that will be useful for the edition). In this way has been realized a sort of database of the different writings, organized on the base of each notary and in a chronological order. The documents have been analyzed also in their synchronic and diachronic point of view, and the notary’s writing systems has been compared each other, in order to verify the existence of “graphical relationships”, which allowed to identify groups with similar writing habits.The analysis of the data allowed to examine in depth the developments of the Carolingian minuscule writing system in Bologna, and to observe the organization and the learning methods of the notary. It was also possible to find out in which way the Carolingian minuscule, which had been introduced by some innovator notaries, like Angelo and Bonando, diffused from the city to the contado: it was a gradual and slow diffusion indeed, where, next to mature shapes, near to the Blackletter system, persisted archaic and not fully developed shapes.The results of this study confirm that the process of renovation of the notary corporation was later than Irnerius’ action, and was probably a consequence of direct and documented relationships among Irnerius himself and some of the most innovative personalities of Bologna notary group.
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Manservigi, Flavia <1986&gt. "Analisi paleografica delle carte private bolognesi del XII secolo (1100 - 1164)." Doctoral thesis, Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, 2014. http://amsdottorato.unibo.it/6375/.

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Abstract:
Il presente progetto è incentrato sull’analisi paleografica della scrittura delle carte dei notai bolognesi del secolo XII (dal 1100 al 1164) ed è stata condotta su un totale di circa 730 documenti, quasi totalmente inediti. La ricerca rientra nell’ambito del progetto di edizione critica delle Carte bolognesi del secolo XII, in corso presso la Cattedra di Paleografia e Diplomatica dell’Università di Bologna. Il lavoro ha previsto un’analisi tecnica e puntuale delle abitudini grafiche di ogni notaio, con particolare attenzione al sistema abbreviativo (al fine di fornire una serie di dati di confronto che potranno essere utili al momento dell’edizione). È stata così realizzata una sorta di database delle diverse grafie esistenti sul territorio, organizzate per notaio e in ordine cronologico. Le caratteristiche della documentazione sono state poi prese in esame sul piano sincronico e nel loro sviluppo diacronico, e si è proceduto a un confronto tra la produzione dei diversi notai, verificando la presenza di nessi e parentele “grafiche”, che hanno permesso di ricostruire raggruppamenti di scriventi con caratteristiche affini.L’analisi dei dati ha permesso di indagare a fondo gli sviluppi della minuscola carolina bolognese e di osservare l’organizzazione e le modalità di apprendimento della pratica notarile. È stato così possibile cogliere le dinamiche con cui la carolina, introdotta da alcuni notai “innovatori”, come Angelo e Bonando, si è diffusa dalla città al contado: si è trattato di un processo graduale, in cui accanto a forme già mature, di transizione verso la gotica, sono convissute forme ancora arcaiche. In linea con quanto la storiografia ha evidenziato, anche l’analisi grafica della documentazione privata bolognese conferma che il processo di rinnovamento della corporazione dovette essere successivo all’impresa irneriana, traendo probabilmente alimento anche dai rapporti diretti e documentati tra Irnerio e alcune personalità più avanzate del notariato bolognese.
The aim of this study is the palaeographical analysis of the Bolognese notary’s writing system in the 12th century (from 1100 to 1164); the research has been based on 730 unpublished documents.This work is related to the critical edition project about the Carte bolognesi del secolo XII, in progress at the University of Bologna (sector of Palaeography and Diplomatics).The documents have been studied from a technical point of view, in order to analyze the graphic customs of each notary, with particular attention to the abbreviation system (so to provide an amount of data that will be useful for the edition). In this way has been realized a sort of database of the different writings, organized on the base of each notary and in a chronological order. The documents have been analyzed also in their synchronic and diachronic point of view, and the notary’s writing systems has been compared each other, in order to verify the existence of “graphical relationships”, which allowed to identify groups with similar writing habits.The analysis of the data allowed to examine in depth the developments of the Carolingian minuscule writing system in Bologna, and to observe the organization and the learning methods of the notary. It was also possible to find out in which way the Carolingian minuscule, which had been introduced by some innovator notaries, like Angelo and Bonando, diffused from the city to the contado: it was a gradual and slow diffusion indeed, where, next to mature shapes, near to the Blackletter system, persisted archaic and not fully developed shapes.The results of this study confirm that the process of renovation of the notary corporation was later than Irnerius’ action, and was probably a consequence of direct and documented relationships among Irnerius himself and some of the most innovative personalities of Bologna notary group.
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Mezzetti, Melania <1980&gt. "Formulari notarili bolognesi del secolo XII (1100-1165 ca.)." Doctoral thesis, Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, 2009. http://amsdottorato.unibo.it/1824/1/Mezzetti_Melania_Formulari_notarili_bolognesi_del_secolo_XII_%281100-11065_ca%29.pdf.

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Mezzetti, Melania <1980&gt. "Formulari notarili bolognesi del secolo XII (1100-1165 ca.)." Doctoral thesis, Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, 2009. http://amsdottorato.unibo.it/1824/.

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Modesti, Maddalena <1976&gt. "La cultura a Bologna nel secolo XI: scrittura di codici e scuola vescovile." Doctoral thesis, Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, 2009. http://amsdottorato.unibo.it/1878/1/Modesti_Maddalena_La_cultura_a_Bologna_nel_secolo_XI_scrittura_di_codici_e_scuola_vescovile.pdf.

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Modesti, Maddalena <1976&gt. "La cultura a Bologna nel secolo XI: scrittura di codici e scuola vescovile." Doctoral thesis, Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, 2009. http://amsdottorato.unibo.it/1878/.

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Zuffrano, Annafelicia <1984&gt. "I regesti delle carte bolognesi dei secc. X-XII trascritti nei cartulari ecclesiastici del XVII-XVIII secolo. Edizione critica." Doctoral thesis, Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, 2014. http://amsdottorato.unibo.it/6553/1/A._Zuffrano.pdf.

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Abstract:
La ricerca ha come oggetto l’edizione critica di circa tremila regesti di documenti di area bolognese datati al X-XII secolo. I documenti sono stati trascritti tra il XVII e XVIII secolo in undici cartulari ecclesiastici, conservati presso l’Archivio di Stato di Bologna. Il lavoro s’inserisce nel progetto di edizione delle carte bolognesi di epoca medievale in corso presso la cattedra di Paleografia latina e Diplomatica dell’Università di Bologna, attualmente incentrata sull’edizione delle carte del secolo XII. La ricerca si propone come strumento di supporto a tale progetto e come completamento delle carte già pubblicate: i cartulari, infatti, offrono spesso copie di documenti mancanti dell’originale o in cattivo stato di conservazione, e costituiscono l’unica traccia di una memoria storica altrimenti perduta. Le raccolte esaminate si collocano a ridosso del periodo napoleonico, quando la maggior parte degli enti ecclesiastici venne soppressa e i loro beni incamerati dallo Stato; esse quindi rispecchiano la condizione dei principali archivi ecclesiastici cittadini dei primi secoli del Medioevo bolognese. La ricerca è strutturata in una prima parte volta a definire in termini storico-diplomatistici la tipologia di fonte esaminata: oggi i cartulari non sono più intesi come semplici raccoglitori di documenti, ma come sistema organico di fonti in grado di far luce su aspetti importanti della storia dell’ente che li ha prodotti. L’indagine del loro contesto di produzione permette di comprenderne meglio le finalità, la forma e il valore giuridico. Parte della ricerca è stata poi incentrata sullo studio delle ragioni che hanno portato gli istituti religiosi bolognesi alla redazione dei cartulari: a tal fine è stata esaminata la legislazione ecclesiastica cinque-settecentesca in materia di conservazione della documentazione e il rapporto della legislazione stessa con la prassi archivistica. Infine è stata realizzata l’edizione critica vera e propria dei regesti, mirante a descrivere le caratteristiche principali di ciascun cartulario.
The research aim is the critical edition of three thousand regesta of documents coming from the area of Bologna, dated between the 10th and the 12th century. The documents were copied between the 17th and the 18th century in eleven ecclesiastical cartularies, preserved at the State Archive of Bologna. This work is related to the critical edition project about the Carte bolognesi del secolo XII, in progress at the University of Bologna (sector of Palaeography and Diplomatics). The research wants to be a support to this project and a completion to the already published documents; cartularies are often the only trace of a historical memory otherwise lost, since they offer copies of documents lacking of their original form or in a bad state of conservation. The examined registers belong to the Napoleonic period, when the great part of the ecclesiastical bodies was suppressed and their goods were confiscated by the State; they reflect, thus, the condition of the main ecclesiastical city archives of the first centuries of the Bolognese Middle Age. The research is divided into a first part, whose aim is the historical and diplomatics definition of the cartularies: today they are no more considered like mere documents’ binders, but like structured sources collections casting light on important aspects of the body that produced them. The analysis of their production context allows understanding better their purposes and their juridical value. Furthermore, part of the research concerns the analysis of the reasons that led the Bolognese ecclesiastical bodies to the writing of cartularies: for this reason has been studied the 16th – 17th centuries ecclesiastical legislation concerning the documents’ preservation and the relationship between legislation and the archival procedure. Finally, it was realized the real critical edition of the regesta, with the description of the main characters of each cartulary.
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Zuffrano, Annafelicia <1984&gt. "I regesti delle carte bolognesi dei secc. X-XII trascritti nei cartulari ecclesiastici del XVII-XVIII secolo. Edizione critica." Doctoral thesis, Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, 2014. http://amsdottorato.unibo.it/6553/.

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Abstract:
La ricerca ha come oggetto l’edizione critica di circa tremila regesti di documenti di area bolognese datati al X-XII secolo. I documenti sono stati trascritti tra il XVII e XVIII secolo in undici cartulari ecclesiastici, conservati presso l’Archivio di Stato di Bologna. Il lavoro s’inserisce nel progetto di edizione delle carte bolognesi di epoca medievale in corso presso la cattedra di Paleografia latina e Diplomatica dell’Università di Bologna, attualmente incentrata sull’edizione delle carte del secolo XII. La ricerca si propone come strumento di supporto a tale progetto e come completamento delle carte già pubblicate: i cartulari, infatti, offrono spesso copie di documenti mancanti dell’originale o in cattivo stato di conservazione, e costituiscono l’unica traccia di una memoria storica altrimenti perduta. Le raccolte esaminate si collocano a ridosso del periodo napoleonico, quando la maggior parte degli enti ecclesiastici venne soppressa e i loro beni incamerati dallo Stato; esse quindi rispecchiano la condizione dei principali archivi ecclesiastici cittadini dei primi secoli del Medioevo bolognese. La ricerca è strutturata in una prima parte volta a definire in termini storico-diplomatistici la tipologia di fonte esaminata: oggi i cartulari non sono più intesi come semplici raccoglitori di documenti, ma come sistema organico di fonti in grado di far luce su aspetti importanti della storia dell’ente che li ha prodotti. L’indagine del loro contesto di produzione permette di comprenderne meglio le finalità, la forma e il valore giuridico. Parte della ricerca è stata poi incentrata sullo studio delle ragioni che hanno portato gli istituti religiosi bolognesi alla redazione dei cartulari: a tal fine è stata esaminata la legislazione ecclesiastica cinque-settecentesca in materia di conservazione della documentazione e il rapporto della legislazione stessa con la prassi archivistica. Infine è stata realizzata l’edizione critica vera e propria dei regesti, mirante a descrivere le caratteristiche principali di ciascun cartulario.
The research aim is the critical edition of three thousand regesta of documents coming from the area of Bologna, dated between the 10th and the 12th century. The documents were copied between the 17th and the 18th century in eleven ecclesiastical cartularies, preserved at the State Archive of Bologna. This work is related to the critical edition project about the Carte bolognesi del secolo XII, in progress at the University of Bologna (sector of Palaeography and Diplomatics). The research wants to be a support to this project and a completion to the already published documents; cartularies are often the only trace of a historical memory otherwise lost, since they offer copies of documents lacking of their original form or in a bad state of conservation. The examined registers belong to the Napoleonic period, when the great part of the ecclesiastical bodies was suppressed and their goods were confiscated by the State; they reflect, thus, the condition of the main ecclesiastical city archives of the first centuries of the Bolognese Middle Age. The research is divided into a first part, whose aim is the historical and diplomatics definition of the cartularies: today they are no more considered like mere documents’ binders, but like structured sources collections casting light on important aspects of the body that produced them. The analysis of their production context allows understanding better their purposes and their juridical value. Furthermore, part of the research concerns the analysis of the reasons that led the Bolognese ecclesiastical bodies to the writing of cartularies: for this reason has been studied the 16th – 17th centuries ecclesiastical legislation concerning the documents’ preservation and the relationship between legislation and the archival procedure. Finally, it was realized the real critical edition of the regesta, with the description of the main characters of each cartulary.
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Peroni, Alessandra <1984&gt. "I graffiti del Palazzo Pubblico come fonti per la storia sociale e politica di Siena tra il XV e il XVI secolo." Doctoral thesis, Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, 2020. http://amsdottorato.unibo.it/9278/1/Peroni_Alessandra_Tesi.pdf.

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Abstract:
Lo studio qui presentato ha avuto come obiettivo la raccolta e l’analisi di quasi 400 graffiti situati all’interno delle sale del cosiddetto piano nobile del palazzo pubblico di Siena, con particolare riferimento ai secoli XV-XVI. Le iscrizioni indagate, suddivise in alfanumeriche e figurative, si caratterizzano per l’alta percentuale di contenuti ricollegabili alla storia dei governi succedutisi in quegli anni, che hanno trovato riscontro nelle cronache e nella documentazione coeva. La ricerca ha così evidenziato la valenza di queste testimonianze, finora pressoché inedite, nel complesso quadro politico di Siena dall’instaurazione del regime popolare fino alla caduta della Repubblica nel 1555. Gli approfondimenti condotti su alcuni degli esempi più rappresentativi hanno permesso di ottenere informazioni di grande rilievo, primo tra tutti il graffito eseguito con ogni probabilità da Jacopo della Quercia, grazie al quale è stato possibile ridefinire le tempistiche di realizzazione della fonte Gaia di piazza del Campo.
The main focus of this study is the collection and analysis of about 400 graffiti located in the rooms of the noble floor of the Sienese Palazzo Pubblico, with particular regard to the XV/XVI centuries. The content of the above-mentioned inscriptions, which are divided into alphanumeric and figurative ones, is mainly related to the history of the governments of those times, as proved by contemporary chronicles and records. The research has thus highlighted the importance of this almost unknown evidence within the complex political scene in Siena, starting from the establishment of the popular regime until the fall of the Republic in 1555. In-depth studies conducted on some of the most significant examples have led to fundamental acknowledgements, in the first place the graffito that was probably executed by Jacopo della Quercia and thanks to which it was possible to redifine the construction time frame of the Fonte Gaia in Piazza del Campo.
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Napoletano, Roberta <1991&gt. "Sopravvivenze d'inchiostro. Catalogo dei frammenti manoscritti di riuso dell'Archivio Generale Arcivescovile di Bologna. Parrocchie Soppresse della Città." Doctoral thesis, Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, 2021. http://amsdottorato.unibo.it/9966/1/Tesi%20dottorato_Napoletano%20Roberta%20%20.pdf.

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Abstract:
La presente tesi di dottorato ha come oggetto principale la catalogazione dei 120 frammenti latini manoscritti rinvenuti all’interno del fondo Parrocchie Soppresse della Città dell’Archivio Generale Arcivescovile di Bologna. Sono di lacerti di pergamena provenienti da antichi codici e documenti dismessi per varie ragioni, riutilizzati come materiale povero di legatoria per il confezionamento di registri parrocchiali di epoca moderna. I frammenti, che ad oggi si trovano tutti in situ, ossia svolgono ancora la loro funzione di riuso, rappresentano un variegato patrimonio manoscritto mutilo totalmente sconosciuto, reso per la prima volta accessibile proprio dal presente strumento descrittivo. In apertura al catalogo si colloca un’ampia sezione dedicata a delineare lo stato degli studi e degli orientamenti di ricerca intrapresi per proporre delle soluzioni alle criticità peculiari connesse alla catalogazione di manoscritti mutili: un dibattito che però ha preso in considerazione, quasi in maniera esclusiva, i frammenti di natura libraria. Pertanto, si è ritenuto necessario dare rilievo alle questioni poste dalla descrizione dei lacerti di documenti, estremamente frequenti tra le tipologie testuali reimpiegate. Tale considerazione appare necessaria, specialmente in un panorama di ricerca che si propone di guardare a grandi corpora frammentari con un approccio interdisciplinare, che si serve, inoltre, dei nuovi strumenti offerti dalle digital humanities. A dimostrazione dell’eterogeneità delle fonti rinvenute, le quali ricoprono un arco temporale che va dalla fine dell’XI secolo agli inizi del XVIII, si propongono due casi di studio rivolti all’analisi paleografica e testuale di un lacerto del De mulieribus claris di Boccaccio e di un testimone di XII sec. della Passio di S. Giuliana. Infine, la realizzazione del presente progetto è stata accompagnata da un parallelo censimento dei disiecta membra all’interno di altri fondi dell’Archivio Arcivescovile , un’operazione che, nonostante sia ancora in corso, ha già portato alla luce quasi 600 nuove maculature del tutto inedite.
The aim of this doctoral thesis is to catalogue 120 latin manuscript fragments rediscovered in the fund "Parrocchie soppresse della città" of the Archiepiscopal Archive of Bologna. These are parchment fragments from ancient codices and documents that have been abandoned for various reasons, reused as poor bookbinding material for the packaging of modern parish registers. The fragments, that are still in situ, represent a rich and varied mutilated manuscript heritage totally unknown and unpublished, made accessible for the first time precisely by this catalogue. At the beginning of the catalog there is a large section dedicated to outlining the state of the studies and research guidelines undertaken to propose solutions to the peculiar problems connected with the cataloging of mutile manuscripts: a debate which, however, has taken into consideration, almost exclusively, fragments coming only from books. Therefore, it was deemed necessary to emphasize the issues raised by the description of the documentary fragments, extremely frequent among the textual typologies reused. This consideration appears very appropriated, especially in a research landscape that aims to look at large fragmentary corpora with an interdisciplinary approach, which also makes use of the new tools offered by digital humanities. In order to demonstrate the heterogeneity of the sources found, which cover a period from the end of the 11th century to the beginning of the 18th century, we propose two case studies: the paleographic and textual analysis of a fragment of Boccaccio's De mulieribus claris and of a twelfth century Passio of S. Giuliana. Finally, the realization of this project was accompanied by a parallel census of the disiecta membra within other funds of the Archiepiscopal General Archives of Bologna, an operation which, despite being still in process, has already brought to light almost 600 completely new fragments.
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