Academic literature on the topic 'Rilievo tridimensionale'

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Journal articles on the topic "Rilievo tridimensionale"

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Pellicanò, G., M. Cellerini, and G. Dal Pozzo. "Il ruolo della TC e dell'Angio-TC." Rivista di Neuroradiologia 9, no. 2_suppl (November 1996): 35–43. http://dx.doi.org/10.1177/19714009960090s205.

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Abstract:
La Tomografia Computerizzata, grazie alle continue innovazioni tecnologiche, consente oggi di poter studiare accuratamente le biforcazioni carotidee, in tempi rapidi, con elevata risoluzione spaziale dopo somministrazione a bolo di dosi non elevate di mezzo di contrasto. Le apparecchiature ad acqusizione spirale permettono un ulteriore incremento qualitativo delle immagini e delle successive ricostruzioni. L'esame viene effettuato con strati sottili di 1–3 mm di spessore, con tempi di scansione rapidi ed una quantità totale di contrasto d 100–150 ml. Nel caso di acquisizione con apparecchio spirale l'inizio dell'esame avviene 20 sec dopo il termine della somminitrazione del contrasto a bolo con iniettore. Molteplici sono gli algoritmi ricostruttivi sia multiplanari che tridimensionali; quelli più comunemente usati sono il Multiplanar Reformatting per le ricostruzioni sui vari piani dello spazio, il Maximum Intensity Projection per la ricostruzione esclusivamente delle strutture vascolari, e lo Shaded Surface Display per ottenere immagini tridimensionali. Nel caso di steno-occlusioni aterosclerotiche la TC identifica con precisione la sede della lesione e fornisce importanti informazioni sulla natura della placca:ciò permettere di distinguere le placche calciche, «dure», ad elevata densità da quelle fibrolipidiche, «molli» che risultano ipodense rispetto al lume opacizzato dal contrasto. Nelle placche «miste» entrambe le componenti vengono ben rilevate, cosi come la loro disposizione lungo la parete del vaso. È inoltre agevole l'analisi della superficie endoluminale della placca con la possibilità, in alcuni casi, di evidenziare piccole ulcerazioni superficiali punto di partenza di microemboli. Con TC viene anche misurata la percentuale di stenosi sia applicando i criteri del NASCET, sia come rapporto tra area totale del vaso e area del lume residuo come rapporto tra diametro massimo del vaso e diametro del lume residuo. Le ricostruzioni multiplanari e tridimensionale forniscono la visione longitudinale del vaso ed ulteriori dati sulla disposizione e dimensione dell'ateroma. Anche nel caso di dissecazione carotidea la TC consente il rilievo della lesione e la sua evoluzione nel tempo: nella fase acuta all'esame diretto, l'ematoma sottointimale è leggermente iperdenso; diventa poi isodenso rispetto al lume e per tale motivo il reperto più significativo e quello di riduzione del calibro vasale. La TC è in grado agevolmente di rilevare la presenza di aneurismi e pseudo-aneurismi carotidei nonchè le compressioni ab estrinseco di questi vasi fornendo importanti informazioni sia morfologiche che di natura.
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Lombardi, D. "Generazione di strutture tissutali tridimensionali in vitro mediante l'uso di cellule staminali." Giornale di Clinica Nefrologica e Dialisi 24, no. 2 (January 26, 2018): 71–75. http://dx.doi.org/10.33393/gcnd.2012.1142.

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Abstract:
Lo sviluppo di sempre nuove conoscenze sulle cellule staminali e il contemporaneo progresso delle Techniche basate sull'ingegneria tissutale permettono, ad oggi, di ampliare gli orizzonti della medicina rigenerativa e le sue applicazioni in ambito terapeutico. In questo articolo sono riportate le Techniche e le possibilità di base inerenti la creazione de novo di tessuti ed organi in vitro, evidenziandone sia i benefici, sia le problematiche di maggior rilievo che rendono tali approcci ancora poco applicabili in terapia, come la questione correlata al rigetto di natura immunitaria. Unendo la tematica del rigetto autoimmune e dell'ingegneria tissutale sarà quindi introdotta una possibile alternativa per la creazione di strutture renali totalmente create in vitro, ma anche totalmente funzionali.
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Raffaele Catuogno, Teresa Della Corte, Veronica Marino, and Victoria Andrea Cotella. "Archeologia e architettura nella rappresentazione della c.d. Tomba di Agrippina a Bacoli, una ‘presenza preziosa’ tra genius loci e potenzialità di intervento." Mimesis.jasd 1, no. 1 (August 5, 2021): 137–54. http://dx.doi.org/10.56205/mim.1-1.7.

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Abstract:
L’indagine nel sito architettonico-archeologico che fu antico teatro romano sul mare poi trasformatoin ninfeo - erroneamente denominato Tomba di Agrippina - intende affidare alla dimensioneastratta e conoscitiva della rappresentazione la restituzione dei significati del manufatto come‘presenza preziosa’ nel paesaggio urbano di Bacoli. L’approccio di indagine, avvicinandosialla insita dimensione metaprogettuale del rilievo, si propone di suggerire linee di indirizzo permirate strategie di rigenerazione del patrimonio culturale flegreo, laddove l’espansione urbana nonpianificata ci restituisce una mappa territoriale priva di segni di connessione tra le attuali zoneurbanizzate e i resti dei pregevoli manufatti antichi. Diffusamente, e in particolare nel caso inesame, i ritrovamenti archeologici rivelano problematiche compenetrazioni con l’edilizia moderna.I preziosi reperti, spesso ancora parzialmente interrati o inagibili, esigono decisioni e interventidi integrazione che facciano riferimento alle peculiarità territoriali e che, confermandone le azionidi tutela, consentano nuove forme di accessibilità ai siti, attivabili attraverso operazioni dirappresentazione digitale del patrimonio che implementino livelli di fruizione alternativi allavisita diretta.Muovendo da questa esigenza, l’orientamento metodologico della ricerca è inteso ad assumerela digitalizzazione dei processi in ogni fase di lavoro. Obiettivo prioritario è rendere disponibilimodelli tridimensionali del sito, sezionabili ed interrogabili secondo diversi livelli semantici,sia durante la prima fase di acquisizione dei dati (SAPR, TLS), sia in quelle successive dimodellazione (modello virtuale e ABIM) e di consultazione-interrogazione dei simulacri che siprestano a rappresentare in maniera efficace e propositiva il sistema spaziale complessivo e gliapparati figurativi puntualmente esaminati.
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Gasperini, Massimo. "Pisae Forma Urbis. Digital drawing and ‘reading’ of the city." ZARCH, no. 8 (October 2, 2017): 200. http://dx.doi.org/10.26754/ojs_zarch/zarch.201782156.

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Abstract:
Se il territorio costituisce il supporto materiale sul quale si sono impressi e sovrapposti i segni lasciati dall’uomo attraverso i secoli, la città può essere a ragione considerata la massima manifestazione dell’intervento dell’uomo su di esso. I processi urbani che determinano un impianto con tutte le sue modificazioni dinamiche sono interconnessi senza soluzione di continuità storica tanto da essere riassunti e rinvenuti nella trama stessa della città. Possedere gli strumenti per cercare di comprenderne i contenuti costituisce un primo atto cognitivo di fondamentale importanza qualora si intenda partecipare consapevolmente all’accumulazione di nuove proposte all’interno del tessuto storicizzato.La fase analitica della lettura conduce alla comprensione di questi processi dinamici che hanno determinato storicamente gli assetti insediativi e infrastrutturali del territorio. In analogia con la letteratura possiamo asserire che il palinsesto territoriale corrisponde al testo della storia dell’uomo e per essere compreso deve essere letto con la logica del progetto, lo strumento eletto della disciplina dell’architettura. Il documento principale per la lettura è il rilievo. Sottoporre la forma urbana di Pisa all’indagine sperimentale della lettura mediante l’adozione di nuovi strumenti digitali costituisce un momento di approfondimento e di sintesi delle conoscenze acquisite oltre ad esperire nuove metodologie analitiche sia nel campo degli studi storico-archeologici che in quelli dell’urbanistica e dell’architettura. I modelli tridimensionali digitali di Pisa e del suo territorio entrano per la prima volta a far parte di tale apparato strumentale, potenzialmente aperto verso nuovi possibili modi di utilizzazione. In particolare la Pianta della città si pone come supporto tecnico per molteplici e multiformi applicazioni.If the territory is the material support on where the marks left by man through the centuries are impressed and superimposed, the city could be rightly considerated as the greatest manifestation of the human intervention on it. The process that determine an urban system with all its dynamic changes are interconnected in a historical continuum so as to be summarized and found in the same interlaced city. To have the means in such a way as to try to understand its contents is primary importance if one intends to participate with good knowledge of a case in proposing new plans within the historical tissue. The analytical phase of reading leads to understand these dynamic process that have historically caused the settling down order and the territorial structure. On the analogy of the literature we can assert that the territorial palimpsest accords with the man history text and to be understood should be read with the logic of the plan, the elect instrument of the architectonic discipline. The main document for reading is the survey. To submit the urban form of Pisa to the experimental research of the reading by using new digital instruments is an opportunity of search and synthesis of the acquired knowledges besides to test new analithical methodologies both in the field of historical and archaeologic studies and in those of the town-planning and architecture. For the first time the digital threedimensional models of Pisa and its territory take part of this instrumental system, potentially open to new modes of use. Particularly the 3D representation of the town is a technical support for many and multiform applications. However, these new instruments of representation need to be connected with new methods of ‘reading’ and interpretation.KEYWORDS: 3D city model, G.I.S., territory and town, reading and typological interpretation
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Dissertations / Theses on the topic "Rilievo tridimensionale"

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Campione, Ivo. "Integrazione tra analisi termografica e rilievo tridimensionale: studio metodologico e verifiche sperimentali." Master's thesis, Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, 2017.

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Abstract:
La termografia 3D, tema oggetto di molta ricerca negli ultimi anni, sfrutta tecniche di data fusion che consentono l’integrazione tra dato termografico e dato tridimensionale, proveniente da strumenti di ingegneria inversa. La termografia 3D ha numerose applicazioni e potenzialità, le più note in ambito ingegneristico, medico e di conservazione dei beni culturali. Partendo dalla tesi di dottorato dell’Ing. Francesca Lucchi e da un’accurata analisi dello stato dell’arte, è stata sviluppata una metodologia, per quanto possibile rigorosa ma di agevole implementazione, per unire i dati provenienti da un laser scanner e da una termocamera, al di fine di creare una nuvola di punti completata con i valori delle temperature. Poiché la radiazione percepita dai sensori della termocamera è affetta da un errore sistematico dipendente dalla geometria dell’oggetto esaminato, nella seconda parte della tesi è stato applicato un modello di correzione delle temperature che sfrutta la conoscenza della geometria dell’oggetto, e sono stati effettuati vari esperimenti per verificarne l’efficacia. La tecnica di integrazione messa a punto in questo lavoro di tesi, anche attraverso la scrittura di codice originale in Matlab, non necessita di una lunga fase iniziale di set-up, e consente di mantenere i due dispositivi completamente indipendenti tra loro, rendendola particolarmente versatile ma mantenendo allo stesso tempo un elevato livello di precisione ed accuratezza.
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Tiraferri, Matteo. "Georeferenziazione e rilievo tridimensionale di beni culturali in sotterraneo: gli Ipogei di Santarcangelo di Romagna." Master's thesis, Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, 2017.

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Abstract:
All’interno del patrimonio nazionale dei Beni Culturali, si inserisce la categoria delle strutture ipogee, numerosissime nel territorio italiano: ne sono un esempio i percorsi ipogei presenti a Santarcangelo di Romagna, oggetto della presente tesi. Le moderne tecniche geomatiche di rilievo tridimensionale, specialmente se integrate tra loro, offrono valide e molteplici soluzioni per la documentazione dello stato di fatto di tali ambienti sotterranei. La sperimentazione condotta nell’ambito della presente tesi di laurea ha previsto l’esecuzione di una rete topografica di precisione e l’impiego della tecnica laser a scansione terrestre, per il rilievo 3D e la georeferenziazione di una porzione del complesso ipogeo della città di Santarcangelo di Romagna. I dati di rilievo acquisiti (misure topografiche e modello 3D a nuvola di punti) e gli elaborati grafici a valenza metrica ottenuti sono funzionali ad eventuali attività di monitoraggio e restauro delle cavità ipogee. Nella conclusione della tesi vengono prospettate possibili soluzioni per estendere in futuro l’implementazione del rilievo all’intero complesso ipogeo, adottando le più moderne tecnologie di mobile mapping.
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Marcellini, Chiara. "Rilievo fotogrammetrico e ricostruzione tridimensionale del sito di Banbhore sul delta dell'Indo nel Sindh Pakistano." Bachelor's thesis, Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, 2020.

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Abstract:
L'obiettivo di questo lavoro di tesi è stato quello di realizzare un modello tridimensionale del sito archeologico di Banbhore, situato alla foce del fiume Indo, nella regione del Sindh Pakistano. Il lavoro è stato svolto in due fasi principali. La prima fase è stata quella di lavoro sul campo, in cui sono stati acquisiti i dati, tramite rilievi aerofotogrammetrici, utilizzando UAV (Unmanned Aerial Vehicle): il drone DJI Phantom 3 Professional. In alcuni punti sul terreno sono stati posizionati i target e nel loro punto centrale, identificato da un codice, sono state misurate le coordinate spaziali, i GCP (Ground Control Point), tramite ricevitori GPS; queste coordinate, in un secondo momento, sono state corrette con i dati registrati dalla stazione fissa. La seconda fase di lavoro equivale alla realizzazione di un modello tridimensionale del sito, utilizzando i dati GPS e i rilievi fotogrammetrici effettuati durante la campagna di rilevamento. La georeferenziazione del progetto avviene grazie all'utilizzo dei GCP, dati che equivalgono a longitudine, latitudine ed elevazione di un punto di coordinate note. Per questa elaborazione è stato utilizzato il software Pix4Dmapper, un software di fotogrammetria automatica per modelli 3D e nuvole di punti. La restituzione del modello 3D avviene grazie ad una serie di algoritmi di SFM (Structure From Motion), i quali si occupano di elaborare e creare una nuvola di punti, al fine di creare un modello tridimensionale dell'intera area di interesse.
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Girelli, Valentina Alena <1976&gt. "Tecniche digitali per il rilievo, la modellazione tridimensionale e la rappresentazione nel campo dei beni culturali." Doctoral thesis, Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, 2007. http://amsdottorato.unibo.it/310/1/Girelli.pdf.

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Abstract:
Le soluzioni tecnologiche rese oggi disponibili dalle discipline della moderna Geomatica, offrono opportunità di grande interesse per il rilevamento nel settore dei Beni Culturali, sia per quanto riguarda il momento primario del rilievo, cioè la fase di acquisizione del dato metrico, sia per quanto concerne la questione della rappresentazione per oggetti di interesse archeologico, artistico, architettonico. Lo studio oggetto della presente tesi si propone, sulla base di numerose esperienze maturate nel corso del Dottorato dal Laboratorio di Topografia e Fotogrammetria del DISTART, di affrontare e approfondire le problematiche connesse all’utilizzo della fotogrammetria digitale e del laser a scansione terrestre per applicazioni nell’ambito dei Beni Culturali. La ricerca condotta è prettamente applicata, quindi è stata primaria l’esigenza di avere a disposizione reali casi di studio su cui sperimentare le tecniche di interesse; è però importante sottolineare che questo è un campo in cui ogni esperienza presenta proprie caratteristiche e peculiarità che la rendono interessante e difficilmente descrivibile con schemi convenzionali e metodologie standardizzate, quindi le problematiche emerse hanno di volta in volta indirizzato e spinto la ricerca all’approfondimento di certi aspetti piuttosto che altri. A tal proposito è stato evidenziato dalle esperienze effettuate che il campo dei Beni Culturali è forse il più emblematico delle potenzialità rese oggi disponibili dalle moderne tecnologie della Geomatica, e soprattutto dalle possibilità offerte da un approccio integrato e multi – disciplinare di tecniche e tecnologie diverse; per questo nell’Introduzione si è voluto sottolineare questo aspetto, descrivendo l’approccio metodologico adottato in molti lavori in contesto archeologico, che include generalmente diverse tecniche integrate tra loro allo scopo di realizzare in modo veloce e rigoroso un rilievo multi – scala che parte dal territorio, passa attraverso l’area del sito archeologico e degli scavi, ed arriva fino al singolo reperto; questo approccio è caratterizzato dall’avere tutti i dati e risultati in un unico e ben definito sistema di riferimento. In questa chiave di lettura l’attenzione si è poi focalizzata sulle due tecniche che rivestono oggi nel settore in esame il maggiore interesse, cioè fotogrammetria digitale e laser a scansione terrestre. La struttura della tesi segue le fasi classiche del processo che a partire dal rilievo porta alla generazione dei prodotti di rappresentazione; i primi due capitoli, incentrati sull’acquisizione del dato metrico, riguardano quindi da un lato le caratteristiche delle immagini e dei sensori digitali, dall’altro le diverse tipologie di sistemi laser con le corrispondenti specifiche tecniche; sempre nei primi capitoli vengono descritte le caratteristiche metodologiche e tecnico – operative e le relative problematiche delle due tipologie di rilievo. Segue un capitolo sulle procedure di calibrazione delle camere digitali non professionali, imperniato sull’utilizzo di software diversi, commerciali e sviluppati in house per questo scopo, prestando attenzione anche agli strumenti che essi offrono in termini di risultati ottenibili e di controllo statistico sugli stessi. La parte finale della tesi è dedicata al problema della rappresentazione, con l’obiettivo di presentare un quadro generale delle possibilità offerte dalle moderne tecnologie: raddrizzamenti, ortofoto, ortofoto di precisione e infine modelli tridimensionali foto – realistici, generati a partire sia da dati fotogrammetrici sia da dati laser.
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Girelli, Valentina Alena <1976&gt. "Tecniche digitali per il rilievo, la modellazione tridimensionale e la rappresentazione nel campo dei beni culturali." Doctoral thesis, Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, 2007. http://amsdottorato.unibo.it/310/.

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Abstract:
Le soluzioni tecnologiche rese oggi disponibili dalle discipline della moderna Geomatica, offrono opportunità di grande interesse per il rilevamento nel settore dei Beni Culturali, sia per quanto riguarda il momento primario del rilievo, cioè la fase di acquisizione del dato metrico, sia per quanto concerne la questione della rappresentazione per oggetti di interesse archeologico, artistico, architettonico. Lo studio oggetto della presente tesi si propone, sulla base di numerose esperienze maturate nel corso del Dottorato dal Laboratorio di Topografia e Fotogrammetria del DISTART, di affrontare e approfondire le problematiche connesse all’utilizzo della fotogrammetria digitale e del laser a scansione terrestre per applicazioni nell’ambito dei Beni Culturali. La ricerca condotta è prettamente applicata, quindi è stata primaria l’esigenza di avere a disposizione reali casi di studio su cui sperimentare le tecniche di interesse; è però importante sottolineare che questo è un campo in cui ogni esperienza presenta proprie caratteristiche e peculiarità che la rendono interessante e difficilmente descrivibile con schemi convenzionali e metodologie standardizzate, quindi le problematiche emerse hanno di volta in volta indirizzato e spinto la ricerca all’approfondimento di certi aspetti piuttosto che altri. A tal proposito è stato evidenziato dalle esperienze effettuate che il campo dei Beni Culturali è forse il più emblematico delle potenzialità rese oggi disponibili dalle moderne tecnologie della Geomatica, e soprattutto dalle possibilità offerte da un approccio integrato e multi – disciplinare di tecniche e tecnologie diverse; per questo nell’Introduzione si è voluto sottolineare questo aspetto, descrivendo l’approccio metodologico adottato in molti lavori in contesto archeologico, che include generalmente diverse tecniche integrate tra loro allo scopo di realizzare in modo veloce e rigoroso un rilievo multi – scala che parte dal territorio, passa attraverso l’area del sito archeologico e degli scavi, ed arriva fino al singolo reperto; questo approccio è caratterizzato dall’avere tutti i dati e risultati in un unico e ben definito sistema di riferimento. In questa chiave di lettura l’attenzione si è poi focalizzata sulle due tecniche che rivestono oggi nel settore in esame il maggiore interesse, cioè fotogrammetria digitale e laser a scansione terrestre. La struttura della tesi segue le fasi classiche del processo che a partire dal rilievo porta alla generazione dei prodotti di rappresentazione; i primi due capitoli, incentrati sull’acquisizione del dato metrico, riguardano quindi da un lato le caratteristiche delle immagini e dei sensori digitali, dall’altro le diverse tipologie di sistemi laser con le corrispondenti specifiche tecniche; sempre nei primi capitoli vengono descritte le caratteristiche metodologiche e tecnico – operative e le relative problematiche delle due tipologie di rilievo. Segue un capitolo sulle procedure di calibrazione delle camere digitali non professionali, imperniato sull’utilizzo di software diversi, commerciali e sviluppati in house per questo scopo, prestando attenzione anche agli strumenti che essi offrono in termini di risultati ottenibili e di controllo statistico sugli stessi. La parte finale della tesi è dedicata al problema della rappresentazione, con l’obiettivo di presentare un quadro generale delle possibilità offerte dalle moderne tecnologie: raddrizzamenti, ortofoto, ortofoto di precisione e infine modelli tridimensionali foto – realistici, generati a partire sia da dati fotogrammetrici sia da dati laser.
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GIORDANO, CLAUDIA. "Applicazione della tomografia elettrica e di tecniche di rilievo tridimensionale nel Parco Archeologico di Egnazia (BR)." Doctoral thesis, Università degli studi del Molise, 2017. http://hdl.handle.net/11695/73682.

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Abstract:
Questo lavoro vuole essere un contributo per sottolineare l’importanza delle possibili applicazioni delle moderne metodologie geofisiche e di rilievo introdotte nel campo dei Beni Culturali e del loro potere risolutivo, mostrare come tali tecnologie siano utilizzabili ed efficaci in diversi contesti sia per la diagnostica ad alta risoluzione che per l’indagine del sottosuolo e la definizione dello stato di conservazione di un bene. L’obiettivo è stato quello di fornire il maggior numero possibile di elementi per una valutazione generale dei siti oggetto di ricerca; ciò ha permesso di dimostrare come, in uno stesso contesto, l’integrazione delle ricostruzioni tridimensionale dei corpi sepolti con i modelli 3D delle strutture visibili rappresentano un potente e risolutivo strumento per contribuire alla conoscenza, valorizzazione, conservazione e tutela, poiché si forniscono maggiori elementi rispetto alle procedure classiche. Oggetto principale dello studio è stato il Parco Archeologico di Egnazia (BR) all’interno del quale sono state applicate la tomografia elettrica, il laser scanner e la fotogrammetria. Per quanto riguarda la geoelettrica, sono state testate le strumentazioni in alcune aree campione dell’antica città, programmandole a seconda dell’obiettivo che si voleva raggiungere e del contesto geo-litologico di applicazione. Scelta la configurazione più idonea (dipolo-dipolo assiale), sono state realizzate delle tomografie in aree interne ed esterne del circuito murario, al fine di evidenziare meglio le anomalie corrispondenti alle possibili strutture antropiche ancora sepolte. Il rilievo tridimensionale, mentre, ha previsto l’acquisizione di scansioni laser scanner (FARO CAM2 FOCUS 3D) e fotogrammetrie (CANON EOS 5D MARK II) nell’area delle terme. Considerando che il complesso presenta più alzati, è stata necessaria la predisposizione di differenti stazioni distribuite in modo da scansionare e fotografare da più punti di vista ogni struttura e l’ausilio di “marker” utili per l’aggancio delle scansioni durante il processo di rielaborazione digitale. Dalle informazioni acquisite sono stati raggiunti diversi risultati. I dati geoelettrici hanno fornito una mappa tomografica delle strutture ancora sepolte che sovrapposta ai rilievi archeologici facilita la comprensione dell’articolazione urbana del sito, uno strumento utile per integrare e colmare le evidenze archeologiche dell’antica città; le scansioni e le fotografie digitali hanno prodotto un 3D dal quale sono state estrapolate una serie di piante a diverse quote, delle sezioni e sezioni-prospetto a diverse distanze, e l’ortofoto generale. Tutti i prodotti restituiti hanno permesso di creare un database visuale e relazionale che renda possibile l'applicazione di analisi ricostruttive ed interpretative del complesso e la loro visualizzazione grafica “reale” 3D. I risultati, che tra l’altro documentano le stratigrafie ancora visibili, rappresentano uno strumento utile per monitorare nel tempo il degrado materico degli alzati, indirizzare le future operazioni di scavo, programmare interventi di recupero, restauro, salvaguardia, didattica, divulgazione e tutela del sito archeologico di Egnazia.
This work is a contribution to highlinght the importance of the possible applications of modern geophysical methods and relief introduced in the field of cultural heritage and their resolving power, showing how these technologies are usable and effective in different contexts to both the high diagnostic resolution for the investigation of the subsoil and the definition of the state of good conservation. The purpose has been to provide the greatest possible number of elements for a general analysis of the object of research sites; this has allowed us to demonstrate how, in the same context, the integration of three-dimensional reconstructions of bodies buried with 3D models of visible structures represent a resolving power and decisive tool to contribute to the knowing, enhancement, conservation and protection, as they provide more elements than traditional procedures. Main object of the study was the Archaeological Park of Egnazia (BR) within which were applied electric tomography, laser scanner and photogrammetry. As for the geoelectric, instruments have been tested in some sample areas of the ancient city, and programmed according to the goal to be achieved and the geo-lithological context of application. Once the best configuration was identified (dipole-dipole axial), tomograms in internal and external areas of the wall circuit were created, in order to draw the attention to the abnormalities corresponding to the possible anthropogenic buried structures. The three-dimensional relief, instead, provided for the acquisition of laser scanner scans (FARO CAM2 3D FOCUS) and photogrammetry (CANON EOS 5D MARK II) in the thermal baths. Considering the complex has more elevations, has been necessary to set up different stations distributed in order to scan and photograph from multiple points of view each structure and the help of marker useful for the coupling of the scans during the process of reworking digital. From the information obtained different results were achieved. The geoelectric data were provided with a map of the tomographic still buried structures that, along with the archaeological findings, would facilitate the understanding of the articulation of the urban site, useful to integrate and complete the archaeological finds record of the antique city; a 3D has been produced from the scans and digital photographs, which has permitted to observe a number of plants at different heights, sections and section-elevation at different distances, and finally the general orthophoto. All the findings have permitted to create a visual and relational database, which allows the application of reconstructive analysis and interpretation of the structure and their "real" 3D graphical display. The results, which also document the still visible stratigraphy, represent a instrument useful to monitor over time the material degradation of the elevations, to direct future excavations, to program interventions of recovery, restoration, preservation, didactics, transmission and protection of the archaeological site of Egnazia.
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GENTILE, VINCENZO. "Integrazione di indagini geofisiche, dati satellitari e tecniche di rilievo 3D presso il sito archeologico di Egnazia." Doctoral thesis, Università degli studi del Molise, 2017. http://hdl.handle.net/11695/72901.

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Abstract:
Egnazia è un importante sito archeologico localizzato in Puglia sul litorale adriatico tra Bari e Brindisi. La frequentazione più antica del territorio è datata all’età del Bronzo (XVI secolo a.C.). Il centro si dota della prima sistemazione di tipo urbano e fra l’età di Augusto e il I secolo d.C. si realizzano gli spazi e le strutture tipiche di una città romana. Alla fine del VI secolo l’abitato torna a restringersi entro l’antica acropoli e perdura fino al XIII secolo. All’interno del sito è presente un articolato sistema viario caratterizzato da un’arteria principale, la via Traiana, che attraversa Egnazia in direzione Nord Ovest-Sud Est, separa le aree pubbliche dagli spazi residenziali e produttivi e prosegue alla volta di Brindisi, divenendo un asse di rilievo anche nell’organizzazione del territorio. Da quest’ultima si snodano degli assi viari secondari con la funzione di collegare tutti i settori della città. In questa tesi vengono presentati i risultati di una ricerca multidisciplinare effettuata con lo scopo di comprendere l’articolato sistema viario della città tramite lo studio integrato di mappe storiche e moderne, l’analisi di immagini aeree e satellitari multispettrali, multi temporali, multi scalari (MIVIS, QuickBird e Google Earth), prospezioni geofisiche elettromagnetiche e rilievi tridimensionali (laser scanner) di un importante struttura quale il criptoportico. L’integrazione di più metodologie ha aumentato la probabilità di successo della ricerca poiché ha fornito informazioni oggettive tramite la valutazione della convergenza di più parametri che descrivono la stessa situazione. Questo tipo di approccio, scientifico, tecnologico ed innovativo, grazie alla collaborazione con diversi istituti di ricerca nazionali ed internazionali, è stato trasferito ed applicato infine in numerosi contesti archeologici localizzati in territorio internazionale (città romana di Doclea (Montenegro), la Fortezza di Ighram Aousser (Marocco) e i siti archeologici di Tell El Maskhuta (Egitto), Umm ar-Rasas (Giordania) e Gur (Iran)) caratterizzati da peculiari condizioni geologiche e geografiche.
Egnazia is an important archaeological site located in Puglia on the Adriatic coast between Bari and Brindisi. The oldest human settlement is dated back at the Bronze age (XVI century B.C.). The first urban system was created between the IV and III century B.C. and the typical roman structures were built between the Augustan age and the I century A.C. After the half of the IV century the settlement reduces its size in the old acropolis and it lasts until the XIII century A.C. In the roman city there is a complex road system characterized by a main road that travels through Egnazia towards North West-South East; it separates the public, productive and economic areas from the residential zone and it proceeds in the direction of Brindisi becoming an important point in the organization of the territory. This road has access to secondary axis which join or unite all the sectors of the city. In this thesis the results of a multidisciplinary research are presented. It was carried out with the purpose of understanding the road system of the city through the study of historical and modern maps, the analysis of multispectral, multi-temporal, multi-scalar aerial and satellite images (MIVIS, QuickBird, Google™ earth images), electromagnetic geophysical data and tridimensional survey (laser scanner) of an important structure like the cryptoporticus. The integration of different methodologies has enhanced the probability of success of the research since has provided objective information through the evaluation of diverse parameters describing the same situation. This scientific, technological and innovative multidisciplinary research was transferred and applied in different archaeological sites (the roman city of Doclea (Montenegro), the fortification of Ighram Aousser (Morocco), the archaeological site of Tell El Maskhuta (Egypt), Umm ar-Rasas (Jordan) and Gur (Iran) located in international countries and characterized by different geological and geographical conditions, with the collaboration between Italian and international institution of research.
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Nudo, Paola, Sergio Rizzuti, Guido Danieli, and Andrea Fusiello. "Sviluppo, realizzazione e sperimentazione in vitro di un sistema ottico per il rilievo tridimensionale dell’arcata dentale." Thesis, 2014. http://hdl.handle.net/10955/386.

Full text
Abstract:
Scuola di Dottorato “Pitagora” in Scienze Ingegneristiche, Dottorato di Ricerca in Ingegneria Meccanica XXI Ciclo a.a. 2007-2008
This thesis describes the development of a 3D scanning system based on an active vision technique that uses structured light to obtain the impression of the dental arch. Currently to realize a dental prosthesis a special doughy sticky material is adopted to impress the patient’s dental arch. This imprinting may be scanned and then analyzed and modified by C.A.D. software. All this process is sometimes too long, and it may take several weeks to obtain the final prosthesis. At that moment, there are only few works that use techniques to shorten the processing times and produce a three dimensional model of a dental arch, but often they don’t allow to obtain optimal results due to a low resolution and a slow acquisition rate. Among all the studies described on literature, it results that the structured light is a relatively simple technique that allows for a relative high resolution. In the last years, the development of all these systems, has draw the attention to those devices able to obtain a structure of patient’s dental arch as a C.A.D. model. The device developed and described in this thesis is a novel kind of optical scanner that allows for a total elaboration time, for the realization of a three dimensional model, which is lower than those of the systems described in literature. The new optical scanner consists of four digital camera, a multimedia DLP mini-projector and a software to manage the hardware and process the images. It is actuated by step motors on an 2D guide, which is held rigidly fixed to the denture of the patient by a self balanced kinematic chain, that allows for small motions of the patient’s head. This system designed allows the relief and automatic reconstruction through the use of structured light with a particular Gray-Code method. This work is mainly divided in two main parts: 1. The study of the optical system calibration 2. The study of the reconstruction of dental arch The technique used relies on a new version of Gray-Code method; which allows to solve the so called “correspondences problems”. The structured light is produced by a mini-projector, which has to undertake a calibration phase as well as the camera used for image acquisition. The second part of this study is related to the analysis and marge of the acquired images. This problem involves the alignement of the cloud of points obtained from the automatic scanning process by each camera. In this phase, all the errors involved in the whole procedure are also investigated.
Università della Calabria
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Books on the topic "Rilievo tridimensionale"

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Sinapi, L. Errori commessi in un rilievo idrografico e differenti tecniche di modellazione tridimensionale. Genova: Istituto idrografico della marina, 2000.

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Book chapters on the topic "Rilievo tridimensionale"

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Carlo Battini, Marcella Mancusi, and Mauro Stallone. "Rilievo tridimensionale e virtualizzazione di sculture in marmo del Museo Archeologico Nazionale di Luni." In 42th INTERNATIONAL CONFERENCE OF REPRESENTATION DISCIPLINES TEACHERS. CONGRESS OF UNIONE ITALIANA PER IL DISEGNO. PROCEEDINGS 2020. LINGUAGGI, DISTANZE, TECNOLOGIE. FrancoAngeli srl, 2021. http://dx.doi.org/10.3280/oa-693.113.

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Conference papers on the topic "Rilievo tridimensionale"

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Mitello, Carmine, and Giovanna Muscatello. "La cinta muraria ed i fossati della città di Otranto. Il rilievo tridimensionale integrato per la conoscenza delle evidenze architettoniche ed archeologiche." In FORTMED2020 - Defensive Architecture of the Mediterranean. Valencia: Universitat Politàcnica de València, 2020. http://dx.doi.org/10.4995/fortmed2020.2020.11356.

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Abstract:
The walls and moats of the city of Otranto. An integrated three-dimensional survey for studying the architectural and archaeological evidenceThe system of fortifications that rings the old town of the city of Otranto (Puglia, Italy) conserves the still visible traces of structures belonging to various historical periods, attesting to the evolution of the settlement’s defensive system from the Messapian period (fifth century BC) to the Aragonese period (sixteenth century). As part of a recent urban renewal project targeting the area of the moats, new archaeological, historic and architectural investigations were conducted. These included a painstaking analysis of the circuit of defensive walls and the broad and deep moat, which contains valuable archaeological and architectural evidence that has never before been studied. The use of advanced surveying technologies such as 3D Laser Scanners, parametric and georeferenced, enabled a holistic, synoptic and comparative reading of the structures, recording the distinctive features, building techniques, materials, alignments, range of thicknesses and losses of continuity in the walls, all of which are necessary for a correct identification of the construction phases. In addition, the data arising from the study and three-dimensional survey of some subterranean tunnels, entirely excavated in the rock in the area of the moats surrounding the Aragonese castle, have also enriched the framework of knowledge regarding specific military and defensive dynamics.
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