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Santagata, Elena. "Il poema cavalleresco nel Novecento: Calvino e Giuliani." Forum Italicum: A Journal of Italian Studies 51, no. 3 (2017): 669–82. http://dx.doi.org/10.1177/0014585817729151.

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Cerulo, Claudia. "Recensione di Valentina Sturli, Professori di desiderio. Seduzione e rovina nel romanzo del Novecento (Carocci, 2024)." ENTHYMEMA, no. 35 (July 31, 2024): 230–35. http://dx.doi.org/10.54103/2037-2426/23993.

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3

Stroppa, Sabrina. "Differire o uccidere: la morte tra i duelli del "Furioso"." AOQU (Achilles Orlando Quixote Ulysses). Rivista di epica 2, no. II (2021): 93–113. http://dx.doi.org/10.54103/2724-3346/17259.

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Abstract:
In un genere, come quello cavalleresco, nel quale l’esercizio d’armi è la manifestazione più insigne del valore del cavaliere, una parte consistente della narrazione si risolve in una serie di duelli. Il Furioso si struttura fin dall’esordio come radicalmente diverso rispetto all’Innamorato: se la sequela di duelli che punteggiano il poema boiardesco culminano, già nel libro primo, nel lungo e mortale duello tra Orlando e Agricane, Ariosto oppone una struttura basata sul differimento e l’elusione. Il saggio mira a evidenziare come nella prima parte del Furioso i duelli siano più giochi d’arme
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4

Garosi, Linda. "Raccontare l’altra Italia tra storia e finzione." Revista de Italianística, no. 41 (December 31, 2020): 3–13. http://dx.doi.org/10.11606/issn.2238-8281.i41p3-13.

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Abstract:
L’incipiente formazione in Italia di una società multietnica, alle soglie del nuovo millenio, ha contribuito a ravvivare l’interesse di studiosi e di artisti per la diaspora italiana del secolo scorso. Il presente lavoro prende in esame il romanzo Vita (2003) di Melania Mazzucco e il film Nuovomondo (2006) di Emanuele Crialese con il proposito di svelare alcune significative convergenze nel recupero della memoria collettiva dell’emigrazione italiana negli Stati Uniti tra l’Otto e il Novecento. Si metteranno in evidenza gli elementi tematici e le strutture narrative specifiche con cui vengono i
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Risso, Roberto. "Gli ammonitori di Giovanni Cena: un romanzo sociale." Forum Italicum: A Journal of Italian Studies 54, no. 1 (2020): 297–311. http://dx.doi.org/10.1177/0014585820910902.

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Abstract:
L’analisi del romanzo Gli ammonitori mette in evidenza come l’opera sia il frutto della rappresentazione della società torinese a cavallo dei due secoli, Ottocento e Novecento, e come l’autore abbia voluto fornire un breve, intenso e potente ritratto dello sviluppo della coscienza e dell’azione di un tipografo autodidatta, fino alle estreme conseguenze. Qui si dà conto del contesto sociale, storico e letterario dell’opera, con riferimenti puntuali a libri e quadri che hanno avuto influenza diretta sulla genesi del romanzo. Allo stesso tempo, si vuole inserire l’opera nel contesto della produzi
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Agosta, Andrea. "Il sogno dell’eroe. L’esperienza onirica come “soggetto” modalizzatore tra romanzo cavalleresco e poema epico rinascimentale." AOQU (Achilles Orlando Quixote Ulysses). Rivista di epica 4, no. 1 (2023): 137–65. http://dx.doi.org/10.54103/2724-3346/20495.

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Abstract:
Il presente contributo intende indagare il ruolo e il funzionamento del sogno epifanico, vale a dire con presenza di un visitatore onirico, nel genere epico. Tramite le categorie descrittive e le procedure d’analisi della semiotica narrativa, sono prese in esame le manifestazioni oniriche come “strutture contrattuali” che esercitano il loro fare-persuasivo sul personaggio e ne modificano la competenza modale (il suo potere, volere, dovere e saper-fare). Dopo averne individuato alcune costanti (possibile stratificazione in livelli, polarizzazione tra un momento manipolatorio e momento sanzionat
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de, Lange Giulia. "L'istanza poetica nel romanzo e nel cinema del Novecento: tra Debenedetti e Pasolini." Aura, no. 2 (December 30, 2024): 119–42. https://doi.org/10.5281/zenodo.15111567.

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Abstract:
With the aim of demonstrating the &lsquo;non-exclusivity&rsquo; of the albeit important relationship between novel and cinema, the article proposes a reflection on the &ldquo;poetic&rdquo; tendency that both genres assume during the 20th century. Starting with anti-naturalism, or naturalism&rsquo;s impossibility in the new century, the theoretical contributions by Giacomo Debenedetti&rsquo;s <em>Romanzo del Novecento</em> and the <em>Cinema</em> section of Pier Paolo Pasolini&rsquo;s <em>Empirismo eretico</em> are discussed. An analysis of <em>La religione del mio tempo</em>, a poetic collecti
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Carmello, Marco. "Il personaggio Gadda, o del “Pasticciaccio argentino” di Enrique M. Butti." IPOTESI – REVISTA DE ESTUDOS LITERÁRIOS 28, no. 1 (2024): 1–21. https://doi.org/10.34019/1982-0836.2024.v28.46458.

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Abstract:
L’articolo intende analizzare il romanzo Indí che lo scrittore argentino, originario di Santa Fé,Enrique M. Butti pubblica nel 1993. Il libro viene tradotto e pubblicato in Italia, per i tipi del Saggiatore, nel 1998 col titolo Pasticciaccio argentino, che rende immediatamente esplicita la ricca intertestualità conl’opera di uno dei più importanti autori del Novecento italiano: Carlo Emilio Gadda. Del resto, è proprioGadda ad essere scelto da Butti come protagonista del suo romanzo, la cui torbida vicenda – l’assassinio diuna giovane sullo sfondo dell’effettivo soggiorno di Gadda a Resistencia
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Ragni, Eugenio. "Bernari o della non-omologazione." Forum Italicum: A Journal of Italian Studies 52, no. 2 (2018): 332–46. http://dx.doi.org/10.1177/0014585818763791.

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Abstract:
Per l’opera di Carlo Bernari sono state coniate alcune definizioni che con felici metafore rappresentano l’attività dell’autore di Tre operai. Tra quelle che meglio convengono al suo primo romanzo, “incunabolo del neorealismo” è la più usata; meno comune, ma decisamente più inerente alla realtà dei fatti, è quella che fa riferimento alla costante, mai placata attività correttoria esercitata dall’autore fin dalle sue prime prove narrative. Per Tre operai in particolare, seguirne la genesi vuol dire entrare nella cosiddetta “officina dell’autore”, misurarne la lucidità nel togliere, nel modifica
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Tognarelli, Chiara. "Sopravvivenze eroi(comi)che: l'edizione Vigo dei "Paralipomeni della Batracomiomachia" di Leopardi." AOQU (Achilles Orlando Quixote Ulysses). Rivista di epica 3, no. 2 (2022): 237–65. http://dx.doi.org/10.54103/2724-3346/19521.

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Abstract:
Nel 1869 Giuseppe Chiarini cura i Paralipomeni della Batracomiomachia per le edizioni di Francesco Vigo. Il libro costituisce un caso editoriale che consente di riflettere sulla ricezione del poemetto leopardiano e, più in generale, sulla perdurante vitalità del genere eroico ed eroicomico nella seconda metà dell’Ottocento: negli anni in cui il romanzo guadagna un ruolo egemonico nel sistema letterario italiano, un sodalizio di stampo classicista e ascendenza giordaniana – quello che lega Francesco Ambrosoli, Antonio Gussalli e Giuseppe Chiarini – difende l’epos, anche nella sua declinazione c
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Zucchi, Valentina. "Sibilla Aleramo. Una nuova donna." Revista Internacional de Pensamiento Político 16 (January 28, 2022): 315–30. http://dx.doi.org/10.46661/revintpensampolit.6314.

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Abstract:
Nella cornice di una realtà storico-sociale fortemente ostile per le donne italiane del primo Novecento, molte voci femminili si ribellano scrivendo testi di denuncia sociale in cui il nemico è sempre il sistema patriarcale-misogino che riversa la sua violenza sulle donne. Tra queste voci urla con grande potenza quella di Sibilla Aleramo, la cui lotta femminista narrata nel suo romanzo autobiografico Una donna, dà impulso a un percorso esistenziale verso la conquista di una nuova identità. Nasce una nuova donna che ha saputo ascoltare la propria legge rinunciando perfino al figlio: il sacrific
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TILBY, M. J. "Review. Anacronie: Studi sulla nozione di tempo nel romanzo francese del Novecento. Bogliolo, Giovanni (ed.)." French Studies 46, no. 4 (1992): 488. http://dx.doi.org/10.1093/fs/46.4.488.

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Crocetta, Christian. "In dubious battle: il lato oscuro del diritto nella riflessione sociale di John Steinbeck." Società e diritti 9, no. 17 (2024): 102–25. http://dx.doi.org/10.54103/2531-6710/25401.

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Abstract:
Dentro la cornice epistemologica della law and literature, questo contributo focalizza la sua attenzione sulla riflessione sociale che John Steinbeck compie nella “trilogia dei più vulnerabili”: In dubious battle / La battaglia (1936), Of Mice and Men / Uomini e Topi (1937) e The grapes of wrath / Furore” (1939), opere che rappresentano una nuova letteratura proletaria nata a inizio del Novecento non solo per descrivere e interpretare il mondo, ma per aiutare a cambiarlo. In particolare, qui si mette a fuoco il contesto escritto in In dubious battle / La battaglia, un romanzo definito dal New
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Testi, Francesca. "Un labirinto moderno nel Medioevo de "Il nome della rosa"." Annales Universitatis Paedagogicae Cracoviensis | Studia de Cultura 9, no. 3 (2018): 247–55. http://dx.doi.org/10.24917/20837275.9.3.23.

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Abstract:
Il nome della rosa (1980) di Umberto Eco rappresenta uno degli esempi più perfetti di romanzo postmoderno italiano e unisce la tradizione storica con il molteplice della modernità. Proprio il labirinto-biblioteca nasce dalla combinazione tra storia, mito e immaginario letterario. Con questo oggetto romanzesco i costruttori del labirinto e i monaci dell’abbazia hanno creato un groviglio di spazi, libri e parole paragonabile ai labirinti di Joyce, Borges e Calvino. Il labirinto è un elemento fondamentale per l’avventura di Adso e Jorge anche perché diventa lo specchio di un secolo, il Novecento,
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Pala, Giuliana. "“If I had lived a different image”: critica dell’immagine in Trama d’infanzia di Christa Wolf tra La riproduzione dei profili di Rosmarie Waldrop e Austerlitz di W.G. Sebald." Jahrbuch für Internationale Germanistik 54, no. 3 (2022): 151–64. http://dx.doi.org/10.3726/jig543_151.

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Abstract:
La riflessione sul linguaggio, Sprachskepsis (- kritik, – reflexion, – krisis),1 è stata a lungo centrale all’interno della letteratura e della filosofia tedesca del Novecento, ma anche la Bildskepsis ha prodotto un dibattito diffuso, tanto che, a lungo andare, si è perfino supposto che le due crisi non siano che una sola, se è vero che “la proposizione è un’immagine della realtà”,2 citando Ludwig Wittgenstein. Qualcosa di estremamente intrinseco lega il linguaggio al segno e, per diretta conseguenza, la lingua all’immagine e alle sue possibilità di realizzazione. Inoltre, se tra questi due si
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Biagi, Daria. "Käte Friedemann, “Il narratore nella forma epica”." ENTHYMEMA, no. 36 (March 11, 2025): 15–36. https://doi.org/10.54103/2037-2426/28151.

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Abstract:
Il concetto teorico di «narratore» come istanza mediatrice indipendente dall’autore fa la sua comparsa negli studi letterari all’inizio del Novecento, compiutamente formulato per la prima volta nel saggio di Käte Friedemann Die Rolle des Erzählers in the Epik (Il ruolo del narratore nell’epica, 1910). Il saggio, che affianca se non anticipa la riflessione di Henry James e Percy Lubbock sull’uso del punto di vista, sarà negli anni Venti tra le letture di Michail Bachtin e nel dopoguerra tra i testi di riferimento di Franz K. Stanzel, ma a dispetto del suo ruolo pionieristico non verrà tradotto
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Musse, Torres Carlos Enrique. "Dall'amore cortese all'amore cavalleresco: Da Lancillotto a Don Chisciotte, Ivanhoe e Amadigi." January 19, 2025. https://doi.org/10.5281/zenodo.14687451.

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Abstract:
Questo articolo esamina la tradizione dell'amore cortese nei romanzi cavallereschi a partire dal XII secolo, basandosi su una ricerca bibliografica che comprende autori come Doudet, Raimondo, C.S. Lewis e Massaud. Si conclude che la tradizione dell'amore cortese ha le sue radici nell'opera Lancillotto o il cavaliere della carretta di Chr&eacute;tien de Troyes e si sviluppa nel tempo, riflettendo le trasformazioni sociali e culturali dell'epoca, soprattutto sotto la crescente influenza della Chiesa. In opere successive, come <em>Los cuatro libros del virtuoso caballero Amad&iacute;s de Gaula </
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Raccis, Giacomo. "Dopo Artemisia: scrittrici e artiste nel secondo Novecento italiano." altrelettere, January 29, 2024. http://dx.doi.org/10.5903/al_uzh-73.

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Abstract:
L’articolo affronta l’eredità di Artemisia (1947), capolavoro di Anna Banti, nel panorama del romanzo dell’artista del secondo Novecento italiano, tenendo in considerazione in particolar modo le opere delle scrittrici. Il romanzo di Banti determina una discontinuità nella tradizione del Künstlerroman italiano, non solo per il valore intrinseco dell’opera, ma perché per la prima volta romanzizza la vicenda di una donna, e per di più realmente esistita, coniugando così il romanzo dell’artista con la biofiction. Non sono molte nel periodo considerato le opere di autrici che affrontano il tema del
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Bartoli, Silvia. "La scienza in una prospettiva di genere: una riflessione a partire dal Frankenstein di Mary Shelley." Clionet 2023, no. 07 (2023). http://dx.doi.org/10.30682/clionet2307h.

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Abstract:
La lettura (o, meglio, la rilettura) delle pagine del celebre romanzo Frankenstein; or The Modern Prometheus – scritto nel 1816 e pubblicato anonimo dalla giovane Mary Shelley nel 1818 – può aiutare, tra le altre cose, a riflettere, sulla scia degli studi di genere avviati a partire dagli ultimi decenni del Novecento, su quale sia stato il rapporto fra le donne e la scienza nelle diverse epoche e su quale sia – superando misconoscimento e silenzi – l’apporto che esse hanno dato al progresso dei saperi scientifici.
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Heyer-Caput, Margherita. ""Dopo il divorzio" (1902, 1905, 1920) di Grazia Deledda: 'opus in fieri' sul riso del moderno." altrelettere, September 17, 2013. http://dx.doi.org/10.5903/al_uzh-13.

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Abstract:
Grazia Deledda, insignita del Premio Nobel per la letteratura nel 1926, è stata generalmente considerata una delle voci maggiori della scrittura al femminile di primo Novecento, sospesa tra Verismo e Decadentismo e spesso tacciata di regionalismo. Tuttavia la critica italiana e nordamericana più recente ha cominciato a sottolineare la rilevanza della narrativa deleddiana nel discorso sul moderno. Il romanzo "Dopo il divorzio", generalmente trascurato dalla critica, rappresenta un caso esemplare della riflessione deleddiana sulla crisi del moderno 'sub specie Sardiniae' per la sua tormentata vi
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Varini, Diego. "Un vortice binario. Lingua e dialetto in "Verderame" di Michele Mari." Versants. Revista suiza de literaturas románicas 2, no. 65 (2018). http://dx.doi.org/10.22015//v.rslr/65.2.11.

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Abstract:
Scopo dell’articolo è inquadrare l’architettura compositiva e linguistica del romanzo Verderame (2007) sullo sfondo della poetica di Michele Mari. La naturale vocazione al pastiche e all’intarsio delle lingue e dei dialetti tipica dello scrittore viene ricondotta all’atteggiamento fondamentalmente antiregolistico che caratterizza in primo luogo le enciclopediche frequentazioni di Mari nella sua veste di studioso accademico e di critico: a partire da una concezione dei valori letterari che privilegia costantemente l’anomalia e la stravaganza come segnali di una tensione gnoseologica sottesa all
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Testi, Francesca. "Un labirinto moderno nel Medioevo de "Il nome della rosa"." May 12, 2021. https://doi.org/10.24917/20837275.9.3.23.

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Abstract:
Il nome della rosa (1980) di Umberto Eco rappresenta uno degli esempi più perfetti di romanzo postmoderno italiano e unisce la tradizione storica con il molteplice della modernità. Proprio il labirinto-biblioteca nasce dalla combinazione tra storia, mito e immaginario letterario. Con questo oggetto romanzesco i costruttori del labirinto e i monaci dell'abbazia hanno creato un groviglio di spazi, libri e parole paragonabile ai labirinti di Joyce, Borges e Calvino. Il labirinto è un elemento fondamentale per l'avventura di Adso e Jorge anche perché diventa lo specchio di un secolo, il Novecento,
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